La frutta fa ingrassare? Cosa dicono davvero gli studi

La frutta fa ingrassare? Cosa dicono davvero gli studi

«La frutta è piena di zuccheri, quindi fa ingrassare»: è un timore diffuso, che spinge molti a limitarla proprio quando vogliono perdere peso. Ma se si guarda cosa accade davvero nelle persone, i dati raccontano l'opposto.

Cosa dicono i grandi studi.
Ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno seguito 133.468 adulti fino a 24 anni, misurando ripetutamente dieta e peso. Il risultato, pubblicato su PLOS Medicine (Bertoia e colleghi, 2015): aumentare il consumo di frutta era associato a un minore aumento di peso nel tempo. Una meta-analisi uscita su PLOS One nello stesso anno, che ha riunito 17 studi prospettici per un totale di 563.277 partecipanti, è arrivata alla stessa conclusione: a ogni 100 grammi di frutta in più al giorno corrispondeva una minore tendenza a ingrassare e una riduzione della circonferenza vita, con un rischio di adiposità inferiore del 17% tra chi ne mangiava di più.Non solo osservazioni. Gli studi osservazionali, da soli, non dimostrano una causa. Per questo conta una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Nutrition (2019), che ha analizzato gli studi controllati randomizzati — il metodo più rigoroso: aumentare la frutta fresca intera favorisce il mantenimento del peso o una modesta perdita, con un livello di certezza giudicato moderato.

Perché il «pacchetto» conta.
Nella frutta lo zucchero non arriva mai da solo: viaggia insieme a fibra, acqua e volume, in un alimento a bassa densità calorica che richiede masticazione. Un esperimento della Pennsylvania State University (Flood-Obbagy e Rolls, Appetite, 2009) lo ha mostrato con chiarezza: la mela intera saziava di più e riduceva le calorie assunte al pasto rispetto alla purea, al succo e perfino al succo con fibra aggiunta. Non è dunque solo questione di fibra: è l'alimento nel suo insieme.

Il vero spartiacque:
intera o liquida. Qui sta il punto che spesso si confonde. Uno studio su BMJ (Muraki e colleghi, 2013) ha seguito oltre 187.000 persone: chi consumava più frutta intera — in particolare mirtilli, uva e mele — aveva un rischio di diabete di tipo 2 più basso, fino al 23% in meno; chi beveva un bicchiere di succo al giorno lo aveva più alto, fino al 21% in più. Sostituire tre porzioni di succo a settimana con frutta intera era associato a un rischio ridotto del 7%.

Ad essere onesti...
Non tutti gli studi concordano: nella grande corte europea EPIC non è emersa un'associazione tra frutta e variazione di peso. E aggiungere frutta senza cambiare nient'altro non fa dimagrire da solo. Frutta essiccata e succhi, inoltre, restano concentrati in zuccheri e calorie: meglio usarli con misura.

In pratica. La frutta intera non è nemica della bilancia: semmai un'alleata. Il consiglio più utile che emerge dai dati è semplice: preferirla intera, al posto del bicchiere di succo.

Fonti:BMJ - The British Medical Journal, Harvard, PLOS Medicine, Frontiers in Nutrition, Pennsylvania State University

Contenuto a scopo informativo: non sostituisce il parere del medico o di un professionista della nutrizione.

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